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L’asino è un animale d’affezione molto
importante. Nel rapporto con noi esprime tutta una serie di
attributi, che hanno notevole significato nelle attività
terapeutico - riabilitative.
L’asino infatti è lento, sicuro, paziente, prudente,
sobrio, discreto. Permette un ritmo rilassato e tranquillo,
una lentezza ponderata che è significativa nel rapporto
anche per le persone che vi entrano in contatto nelle attività
programmate.
L’asino promuove un rapporto intenso, empatico, che
passa per canali sensoriali ed emozionali profondi e che si
realizza focalizzando progressivamente l’attenzione
reciproca e creando un rapporto circolare, con vicendevoli
feed-back tra la persona e l’asino, vissuti essenzialmente
nell’analogico.
Mano a mano che si sviluppa, quello con l’asino diviene
un rapporto privilegiato, che ha il suo ritmo e che viene
via via a riflettere tutta l’area esperienziale: tra
persona ed asino si sviluppa la tendenza a rispondere in modo
sempre più selettivo all’altro.
Le attività con l’asino sono fonte di benessere
perché tali animali attraverso il contatto fisico e
le carezze danno calore, comunicano emozioni, ricordano la
relazione originaria. Quindi la dimensione fondamentale è
l’affettività, o meglio la possibilità
di sentire, percepire, di essere in contatto con i propri
sentimenti e di saperli esprimere. La capacità di manifestare
l’affettività è ciò che conferisce
umanità all’uomo.
Gli strumenti dell’onoterapia sono:
l’asino, il corpo, il movimento, il gioco, la relazione
asino-utente-operatore; tutte le possibili espressioni di
comunicazione che permettano il riavvicinamento alla dimensione
corporea, allentando i conflitti, ristabilendo una connessione
col mondo delle emozioni e dei vissuti interiori.
E’ un metodo attivo che non permette mai alla persona
di restare passiva o di isolarsi. L’asino riesce sempre
a ottenere la sua partecipazione sollecitandolo sul piano
psico-motorio, intellettivo, sociale e affettivo.
Tale attività si propone in particolare di :
Realizzare iniziative per la demedicalizzazione e deistituzionalizzazione
di coloro che in situazione di disagio personale e/o sociale
rischiano di essere emarginati.
Promuovere un intervento innovativo, la verifica di metodologie
alternative a quelle tradizionali, un ulteriore occasione
per lo sviluppo della personalità, delle facoltà
cognitive, dell’autostima, della fiducia, della comunicazione,
dell’affettività, della concentrazione, della
percezione della propria posizione nello spazio, della postura
e della responsabilità.
Porsi come attività a integrazione di altri interventi
terapeutici, farmacologici e/o psicoterapici.
La caratterizzazione dell’Attività Assistia con
l’Asino deriva innanzitutto dallo studio dell’etologia
dell’asino stesso. La conoscenza dei suoi comportamenti,
delle sue reazioni, della sua indole. Le sue caratteristiche
lo rendono particolarmente adatto al lavoro terapeutico-relazionale.
Ci offre il massimo della sicurezza garantendo sempre un comportamento
tranquillo, lento nei movimenti, non nevrile, paziente e disponibile
al tempo stesso. Ma la sua peculiarità più importante
è la sua ricerca di contatto fisico, di vicinanza,
di carezza. Il bisogno di essere in comunicazione emotiva,
di essere toccato, di ricevere coccole.
Le sedute
Ogni seduta di onoterapia inizia con un processo di induzione
alla relazione con l’asino, con attività iniziali
quali ad esempio quelle di primo contatto visivo e tattile,
di governo, del prendersi cura di loro e del loro stato di
benessere.
L’induzione del rapporto, sempre più veloce,
consueta e solida col ripetersi del tempo, è seguita
dalla attività vera e propria di onoterapia.
Le sedute terminano con un processo di orientamento, procedendo
alla separazione dell’utente dalla intensa relazione
con l’animale.
Le attività vengono svolte in modo flessibile e presentano
alcuni elementi comuni:
Essere attenti al “ qui ed ora “ ;
Procedere passo dopo passo;
Rassicurare, rendendo l’esperienza di onoterapia sicura
e “normale”;
Operare induzioni e rinforzi positivi, favorendo ciò
che si vuole ottenere;
Lavorare sulle emozioni, per favorirne il controllo ed aumentare
l’autostima delle persone;
Esplorare in maniera non critica ed empatica i vissuti delle
persone;
Le sedute vengono costruite sulle persone in modo che il tutto
sia loro chiaro, accettato e coerente con la logica generale,
introducendo via via piccoli cambiamenti tali che possano
essere anch’essi compresi dalle persone e che producano
nel tempo i cambiamenti maggiori;
Dare motivazioni per il cambiamento;
Dare obiettivi graduali;
Lavorare sulla fiducia, sull’attenzione alle retroazioni,
sulla gestione dello stress e sull’affidabilità
dell’animale, sul conoscerlo e prevederne le reazioni;
Stimolare alla relazione circolare uomo-animale mediante la
focalizzazione vicendevole prestando attenzione all’altro;
Accrescere la consapevolezza di sé nel rapporto;
Tendere a concludere ogni seduta sempre con un successo e
con la gratificazione reciproca uomo-animale;
Le resistenze vanno accettate ed utilizzate.
Le resistenze sono una forma di genuina collaborazione all’onoterapia,
coerente con la necessità delle persone che devono
metabolizzare, con tempi e modi che sono loro propri, i cambiamenti
proposti dall’onoterapeuta.
Attraverso il ripetersi di questo processo, attraverso la
ripetuta esperienza di riassociazione e riorganizzazione della
propria vita esperienziale, attraverso canali profondi essenzialmente
non verbali, si possono mettere in moto negli utenti che partecipano
alle attività meccanismi di cambiamento e di miglioramento.
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